Agricoltura Biodinamica, “L’Università alza un muro: non è scienza”. Audizioni proseguono”

Dal mondo accademico il verdetto è univoco e inappellabile: l’Agricoltura biodinamica non ha niente di scientifico e i presunti benefici non sono riconosciuti da alcuna pubblicazione. Formule e rituali dell’agrobiodinamica fanno riferimento ad un brand tedesco (tale Demeter) la cui certificazione non è riconosciuta dall’Unione europea.
È quanto emerso, in sintesi, dall’audizione congiunta che ho richiesto nelle commissioni I e IV sull’ Agricoltura Biodinamica, dove sono intervenuti Cinzia Montemurro e Franco Nigro, docenti del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università di Bari, il dott. Trotta del dipartimento Agricoltura della Regione.
Con la delibera di giunta 132 del 2018 dal titolo “The Apulian Lifestyle”,  la Regione prevede, tra le azioni da realizzare, “lo sviluppo di una rete biodinamica della qualità alimentare della Puglia”, in virtù di importanti caratteristiche salutistiche riconosciute alle produzioni biodinamiche. Sempre in delibera si prevede la “copertura economica delle spese di attivazione del percorso” attraverso “i fondi a disposizione per la comunicazione Por Fesr 2014-2020.
Per questo , le audizioni proseguiranno con: la direzione amministrativa dell’Ufficio di Gabinetto del Presidente, l’Organismo regionale per la formazione in sanità (Orfs), e l’Ares. Soggetti a vario titolo coinvolti nel progetto “Apulian Lifestyle”
Dopo il rimedio anti-xylella, con la cura Scortichini, ora i sostenitori dell’agricoltura biodinamica rischiano di andare ben oltre, affermando un presunto potere anche in fatto di salute. Una deriva pericolosa che va fermata subito. Neppure un centesimo deve essere sperperato dietro le pseudoscienze, un fenomeno sempre più aggressivo in virtù dei suoi legami con la politica.

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