Arxia. “Fermato un chirurgo che voleva operare un morto”

Martedi 4 dicembre, in aula ho guidato l’opposizione prima presentando l’emendamento che ha stroncato Arxia e poi chiedendo il voto segreto. Una azione combinata che ha permesso l’abrogazione della legge istitutiva di Arxia.  Più che fermare un chirurgo con un malato in sala operatoria, dopo dieci anni di Xylella, e’ stato fermare chi tenta di operare un morto sul tavolo dell’obitorio. Questo, per rimanere in metafora, è stato il senso del voto, che ha responsabilmente affondato l’idea scellerata di Arxia. Opposizione e pezzi di maggioranza, insieme, hanno fermato l’ennesima Agenzia: una linea del Piave contro la perversa prepotenza di Emiliano.
“ Il presidente farnetica di una pseudo agenzia scientifica dentro Arxia, ma risulta poco credibile considerato che lui è stato il creatore della task force anti-xylella i cui rappresentanti vanno in giro per l’Italia a promuovere il cornoletame e la cura Scortichini coprendo di ridicolo e di imbarazzo la Puglia.
Non solo. Le regole di ingaggio per occupare le prestigiosissime poltrone di Presidente, Direttore generale, Commissario straordinario ( i compensi sarebbero stati stabiliti con deliberazione della Giunta avendo come riferimento quelli dei Direttori di Dipartimento della Regione) ricordavano molto quelle elencate durante la fase di costituzione della task force: esperti di “chiara fama” nell’ambito dell’agricoltura e della ricerca scientifica chiamati alle armi per orientare le attività di ricerca e programmare le azioni di contrasto al batterio”.
E infine: siccome la matematica non è un’opinione, se Emiliano ha utilizzato una mano per contare gli assenti nelle fila della maggioranza, utilizzi pure l’altra per contare gli assenti tra le fila dell’opposizione. La riflessione sul voto potrebbe essere molto più spiacevole”
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