Franzoso scrive a Patuanelli: “Garantire crediti indotto, rischio nuova insolvenza con fuga di Mittal”.

“Il ministro dello Sviluppo Economico, intervenga per garantire i crediti insoluti dell’indotto ex Ilva maturati fin qui e quelli che saranno maturati fino a novembre.
Se al rischio dell’uscita di Mittal, segue anche quello di un nuovo stato di insolvenza dei debiti, come già accaduto nel 2015 con Ilva SpA, nessuna azienda dell’indotto sarebbe nelle condizioni di sopravvivere”.

“Le imprese collegate al siderurgico sono già senza ossigeno per crisi di liquidità generata dai mancati incassi.
Solo agli associati di Confindustria mancano quaranta milioni di euro. A cui devono aggiungersi le tantissime aziende fuori dall’associazione degli industriali.

Sono le stesse ditte, per intendersi, già frodate dalla Stato nel 2015, per mano dell’allora commissario straordinario Gnudi, con una tanto improvvisa quanto inaspettata dichiarazione di stato di insolvenza, che produsse mancati incassi per oltre 150 milioni di euro. Molte aziende sono fallite, quelle che, con mille sacrifici,sono andate avanti, oggi seguirebbero le sorti delle prime.

Vista la ormai situazione di Arcelor Mittal, la condotta del gestore di Ilva nei confronti delle aziende fornitrici e l’avvicinarsi di novembre, data ultima in cui, per contratto, l’azienda potrà lasciare Taranto, è bene che il governo metta nero su bianco che nemmeno un centesimo dovuto alle aziende andrà perso.

Ho formalizzato la richiesta al Ministro, in una missiva, la stessa che invierò per conoscenza all’associazione degli industriali locale e nazionale, sperando che vogliano seguirmi nel pretendere dal governo le garanzie richieste”.

1 Commento
  • laura
    Pubblicato alle 12:10h, 05 agosto Rispondi

    Questa II volta ci farà fallire tutti, definitivamente !!!!

Inserisci un commento