Il GreenNewDeal una conquista della Puglia? Ma per favore!

Il GreenNewDeal una conquista della Puglia? Ma per favore!
Per sgombrare il campo dalle menzogne di Emiliano serve riavvolgere il nastro di qualche anno.

Nel 2009, dopo il flop di adesioni al protocollo di Kyoto e in mancanza di un accordo a Copenaghen, l’Unione europea ha lavorato alla costruzione di un’ampia coalizione di Paesi che ha determinato il risultato della conferenza di Parigi.

Durante COP21, la UE è stata la prima ad indicare la strada per un accordo globale contro i cambiamenti climatici, mentre in Italia Michele Emiliano guidava il fronte referendario per impedire alle piattaforme di continuare ad estrarre il gas naturale nell’Adriatico.
Il dossier europeo prevedeva e prevede la progressiva sostituzione dall’energia di derivazione fossile a quella rinnovabile e a gas .

La trasformazione energetica deriva dal fatto che la Germania produce circa il 40 per cento del proprio fabbisogno dal carbone , la Polonia, addirittura il 90 per cento. Ed infatti, dei 100 miliardi che si pensa di mobilitare entro il 2027, secondo le prime simulazioni, circa 10 dovrebbero andare alla Polonia e 8 alla Germania, ovvero ai due Paesi maggiormente esposti agli oneri della decarbonizzazione delle rispettive industrie. Poi 6 miliardi andrebbero alla Spagna, 5 alla Grecia e 4 all’Italia.

In Italia sono 4 le regioni che bruciano carbone: Sardegna, Puglia , Lombardia e Piemonte. Dove si concentra il grosso del tessuto industriale.
Il Piemonte è l’unica Regione al centro del progetto pilota comunitario «Regioni in transizione industriale» che intende testare nuovi approcci per il cambiamento del sistema produttivo esattamente nella direzione suggerita dal Green Deal.

Fin qui la storia.
Ora capite perché Michele Emiliano, che tenta di intestarsi il traguardo della decarbonizzazione, somiglia sempre più all’imbucato nelle feste o al Paolini della situazione.

14 Gen 2020

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