Ilva:“Dopo anni di caos, decreto Calenda mette un punto fermo. Ora Emiliano mostri responsabilità”.

Ilva, Francesca Franzoso

“Il decreto Calenda che ha aggiudicato la fabbrica ad Am Investco ha un merito indiscutibile: mette un punto fermo alla vertenza Ilva. Diciotto mesi dopo la pubblicazione del bando di gara, dopo quattro anni di commissariamento e di proteste, di crisi, ammortizzatori sociali, posti di lavoro bruciati – soprattutto nell’indotto- di salari dimezzati, Ilva passa di mano e ha un nuovo proprietario. La vertenza, seppur ancora complessa e difficile, si avvia verso una schiarita.
La confusione resta, invece, nella politica. Quella che fino a ieri ha chiesto certezze per il futuro di Taranto e dello stabilimento, che ha spronato il Governo a non concedere rinvii, ora chiede di fermarsi. Anzi di tornare indietro. Di riaprire i giochi a partita chiusa. E tifa per il ripescaggio della cordata esclusa.
Oltre alla caduta di credibilità che il Paese avrebbe di fronte al mondo se ciò avvenisse, chiedo: perché Jindal, che ha annunciato di voler rivoluzionare la produzione di acciaio a Taranto facendone un modello da esportazione, non ha trasferito tanto interesse nell’offerta vincolante di acquisto? Ossia nella proposta ambientale certo, ma anche economica, occupazionale e salariale. La cordata perdente ha fatto gravi errori di valutazione sulla fabbrica e ora, chiedere di cambiare le regole a partita chiusa, non è serio.
Ed è irresponsabile anche l’atteggiamento della Regione e del governatore di fronte alla vicende di questi giorni. Am Investco non annuncia sicuramente un passaggio senza turbolenze, certo. Ma fino alla fine di settembre c’è spazio per il negoziato, la trattativa e il confronto. E poi c’è il nodo dell’antitrust europeo. Nelle prossime settimane sindacati, governo e commissari dovranno lavorare duro per migliorare i margini dell’offerta. Sia dal punto di vista occupazionale, che delle garanzie ambientali. Ed in questo senso è giusto che le istituzioni, come i due presidenti di Regione interessati e i sindaci di Taranto e Genova, siano parte informata. Come prima di oggi lo sono stati i sindacati. Prima cioè che assumessero un ruolo vincolante nella trattativa.
In questa partita le istituzioni devono mostrare responsabilità, non populismo e demagogia alla Emiliano, che ha annunciato “opposizione in tutte le sedi”. Il governatore cambi atteggiamento, mostri sobrietà e senso istituzionale. Come il suo omologo Toti, che con toni ben più dialoganti ha già chiesto un incontro col Governo per Cornigliano e la Liguria, per condividere informazioni ed esito della delicatissima partita in gioco”.

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