Immunità Ilva, “M5s paga cambiale elettorale, condanna la città e prepara Bagnoli 2”.

“Prima le fabbriche, poi le case e poi le chiese”, perchè solo l’economia produttiva può dare vita alle comunità”.
Monito sconosciuto al Governo gialloverde convinto com’è che il Museo , le cozze e il turismo possano sostenere una città, anzi una intera provincia , mentre le aziende chiudono e l’agricoltura è a pezzi”.
“Il film è già visto: il Ministro dello Sviluppo vuole buttare nuovamente alle ortiche la speranza che Taranto possa assomigliare al resto del mondo: una città industriale finalmente libera della contrapposizione tra ambiente e lavoro.
E per l’ennesima volta ripropone il “modello Bagnoli”: un deserto industriale, mai bonificato, luogo simbolo della promessa tradita di riconversione ambientale, dove l’operosità e l’ingegno della fabbrica sono state sostituite da disoccupazione, assistenzialismo e degrado ambientale.
La cialtronata politica di togliere l’immunità per l’attività di attuazione del piano ambientale ai lavoratori, quadri dirigenti del gruppo industriale Arcelor-Mittal (senza cui a Taranto dopo le azioni della procura nei confronti dei Riva non si sarebbe affacciato alcun investitore) altro non è che un volgare scambio elettorale a difesa della credibilità del movimento. I Cinque stelle, oggi spalle al muro per aver tradito le promesse elettorali di chiusura perfezionando il contratto con Ami, tornano sui propri passi riaccendendo di nuove le speranze di chiusura con la soluzione giustizialista.
E a questa nuova crociata giudiziaria si aggiunge ineffabile, il Governatore, a cui non basta guidare la regione tra le cinque peggiori in Europa per occupazione. No. Emiliano punta direttamente all’ultimo posto. Cosi’ facendo, “a mano a mano” sicuramente ci riuscirà”.

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