Open polis, Federalismo strozza il Sud e spinge il Nord. “Autonomia non funziona. Serve più centralismo

“Lo stallo del Mezzogiorno non dipende soltanto da chi lo amministra ma anche da chi lo “deruba”. Un saccheggio annoso e spietato che si giustifica alle voci “Federalismo” e “Spesa storica”. Una prassi collaudata e diabolica che sottrae al Sud per accentrare al Nord.
È quanto emerge dal dossier “Il calcolo disuguale, la distribuzione delle risorse ai comuni per i servizi” presentato oggi a Roma.
Ditelo a Zaia, Salvini e, soprattutto, ai leghisti del Sud”.

“I comuni del CentroSud sono i più penalizzati dalla attuazione della riforma del titolo V del 2001, che ha introdotto il federalismo fiscale nel Paese.
Il Comune più danneggiato, nella ripartizione Statale dei 30 miliardi del fondo di solidarietà comunale è Giugliano, in Campania: su base pro capite mancano 271 euro rispetto alla media nazionale. In Puglia non va meglio. Taranto ha 33 milioni in meno, cioè 199 euro pro-capite, segue Altamura con 180 euro in meno pro capite, Bari 53 milioni in meno ossia 167 procapite, Andria meno 166 pro capite, Foggia meno 155 pro capite.
La trappola di questa sperequazione si chiama “spesa storica” (chi ha speso storicamente di più per erogare servizi, riceve di più). Un esempio concreto. Per gli asili nido, a parità di numero di bambini nella fascia d’età tra 0 e 2 anni, ogni bimbo dell’hinterland milanese riceve 1680, euro, mentre nell’hinterland napoletano ciascun bambino, riceve 260 euro.
Idem sulle mense scolastiche: mentre in Emilia Romagna pullulano mense per tutti e si contribuisce al “di più” – tra cui finanziare con i soldi di tutti i contribuenti le vacanze estive degli studenti perché ritenuto un diritto essenziale – al Sud le mense scolastiche restano un miraggio.
Insomma, l’autonomia regionale, ieri devolution domani autonomia differenziata, è il modo attraverso cui il Nord continua a crescere ai danni del Sud.
Per questo, se una Riforma è necessaria, va esattamente nel senso opposto a quello di oggi: meno autonomia alle Regioni e più centralismo statale”.

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