“Senza riforma dei sei consorzi non ci sarà mai gestione unitaria dell’acqua”

Senza riforma dei sei consorzi non ci sarà mai gestione unitaria dell’acqua

Le funzioni irrigue sono il vero buco nero nei conti

“Una riforma che non includa tutti e sei i Consorzi di bonifica istituiti ed attualmente esistenti in Puglia non potrà mai garantire una gestione unitaria dell’acqua. Né, tantomeno, si potrà avere quello che tutti gli agricoltori si augurano: un servizio efficiente e soprattutto un prezzo uniforme dell’acqua per tutti i cittadini pugliesi”.

“Le funzioni irrigue sono il vero buco nero nei conti dei consorzi: il 70% dei debiti è prodotto infatti dalla gestione dell’irrigazione e degli acquedotti rurali. L’unica gestione in attivo è quella delle dighe e questo dovrà pure dire qualcosa.
La gestione delle dighe o dei pozzi determina pesanti differenze tra le province. Il consorzio della Capitanata, ad esempio, è il secondo per importanza in Puglia. Ciò anche grazie alla rilevanza degli invasi che gestisce disponendo delle dighe, al contrario degli altri consorzi che, sul territorio regionale dispongono di pozzi, acquedotti rurali, canali di bonifica e reti irrigue. Questi ultimi enti sono costretti a sopportare dei costi di energia elettrica per il prelievo dell’acqua nettamente superiori, rispetto a quelli della provincia di Foggia. Ecco perché è essenziale, se davvero si vuole armonizzare e rendere omogenea la gestione dell’acqua in Puglia, mettere in comune le infrastrutture, condividere la risorsa idrica, e superare finalmente le diseguaglianze tra territori. Perché l’acqua, bene comune, è patrimonio di tutti e non solo di alcuni. Senza questo passo fondamentale non ci sarà mai una reale riforma, ma soprattutto non ci sarà mai un miglioramento del settore”.

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