Vaccini. Marche licenzia ostetrica che viola obbligo. In Puglia legge c’è ma non si applica

Se Emiliano fosse un Governatore serio, e quindi la Puglia fosse come le Marche – in cui una ostetrica in servizio ospedaliero è stata licenziata in tronco, per aver rifiutato di vaccinarsi – forse ci saremmo risparmiati almeno uno degli otto casi di contagio di morbillo al “Pediatrico”.
Se solo la nostra Regione avesse avuto la stessa fermezza delle vicine Marche nell’ applicare la legge che obbliga il personale in servizio negli ospedali alla profilassi vaccinale, oggi saremmo al passo con le realtà più evolute sul fronte della prevenzione.
Invece tocca assistere al paradosso per cui la Puglia, che prima in Italia ha adottato con forza di legge ( 28/2018) l’obbligo, ma che lo lascia inattuato, viene ” scavalcata” da regioni che lo stesso obbligo lo hanno istituito con una semplice delibera di Giunta.
L’azienda sanitaria marchigiana, dopo un monitoraggio sull’immunizzazione degli operatori con marker, ha riscontrato la posizione dell’operatrice sanitaria e dopo vari solleciti, l’ha messa alla porta. Noi in Puglia, nonostante la legge, non abbiamo neanche avviato la ricognizione vaccinale del personale.
Se la Puglia fosse come le Marche, oggi come i nostri vicini, potremmo andar fieri dell’impegno in tema di Prevenzione.

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